Fabio Missaggia

Fabio Missaggia, musicista, diploma in violino e violino barocco. E’ primo violino e direttore principale de “I Musicali Affetti”. Dal 1997 è il direttore artistico di “Spazio & Musica”, festival da lui ideato con lo scopo di valorizzare i tesori artistici architettonici di Vicenza grazie alla musica su strumenti originali.
Insegna violino e violino barocco al Conservatorio di Vicenza dove è direttore del Dipartimento di Musica Antica.

Complimenti per la sua carriera. Vorremmo sapere quando e come è nata la sua passione per la musica in generale e per la musica barocca in particolare. Cominceremo dai vostri esordi, perché sono molti i giovani che ci leggono ed è un gruppo a cui ci piace rivolgerci, in attesa di nuovi talenti in campo culturale e scientifico. C’è un momento in cui si dice…. È a questo che mi dedicherò

La mia è una storia un po’ particolare perchè ho iniziato a suonare il violino molto tardi a 15/16 anni mosso dalla grande passione per la musica rock degli anni Settanta. In quegli anni qualche rockband utilizzava anche il violino e io ero affascinato da questo strumento. I miei esordi sono stati proprio in un gruppo rock della mia città, il Giardino di Cristallo. Per poter migliorare con lo strumento ho iniziato a studiare il violino classico e li è avvenuto il colpo di fulmine con la musica classica che non conoscevo e mai ascoltavo. La prima volta che ho suonato in una piccola orchestra sono rimasto talmente colpito dalla bellezza del suono degli archi che da quel momento non è esistito altro nella mia mente. Sono entrato in Conservatorio e mi sono dedicato anima e corpo allo studio del violino con il grande supporto del mio maestro che ha creduto in me. Alla fine a 24 anni ero diplomato in violino e suonavo già da un po’ nell’orchestra del Teatro La Fenice di Venezia, dove l’anno successivo ho vinto il concorso per entrare stabilmente a far parte dell’organico. La mia decisione è stata però di continuare a studiare e diventare docente in Conservatorio. E così è stato.

Lei è specializzato in violino barocco, perché? Cosa le offre questo strumento che lo rende speciale per lei?
Ho sempre amato col violino la musica barocca affascinato soprattutto dalla musica del Settecento, di Bach e Vivaldi in particolare. Ad un certo punto ho capito che per interpretare al meglio questa musica dovevo avvicinarmi allo studio dello strumento originale e dunque il violino barocco con corde in budello e arco barocco. Da quel momento ho iniziato lo studio di questo strumento con i migliori specialisti europei di questa disciplina diplomandomi infine a Milano. La caratteristica più bella del violino barocco, oltre al suono più dolce e affettuoso rispetto allo strumento moderno, è la libertà espressiva che ti offre nell’affrontare il repertorio più antico del primo barocco quando l’inventiva e l’improvvisazione erano alla base di ogni esecuzione. Proprio questo repertorio, che negli studi tradizionali del violino viene completamente dimenticato, nasconde invece delle pagine di una bellezza unica.

Lei ha suonato in quasi tutta Europa, in luoghi davvero emblematici, tra cui Madrid. Com’è stata la sua esperienza con il pubblico e con la città?
Purtroppo non sono stato tante volte in Spagna a suonare e mi dispiace perchè mi sono trovato in completa sintonia con le persone e il modo di vivere spagnolo, molto vicino a quello italiano. La cordialità delle persone è sempre alla base per costruire rapporti positivi. Madrid è una città fantastica e il Prado un museo incredibile con all’interno uno dei miei dipinti preferiti: “Il giardino delle delizie” del Bosch.

Dall’11 settembre al 13 novembre, sotto la sua direzione artistica, si svolgerà il Festival di Musica Antica di Vicenza, che quest’anno propone un concerto molto voluto dall’Ambasciata di Spagna in Italia e dall’Istituto Cervantes di Milano per celebrare il 5° centenario del giro del mondo: Magellano, Elcano e il punto di unione che è Pigafetta (illustre suo concittadino) Come è nata l’idea?

Il festival Spazio & Musica è stato da me ideato 26 anni fa per valorizzare lo straordinario patrimonio architettonico della mia città, Vicenza, con eventi in cui il connubio tra lo spazio del concerto e la musica eseguita viene esaltato grazie all’uso degli strumenti antichi e alla scelta del repertorio. Abbiamo realizzato più di 250 concerti anche in luoghi mai aperti al pubblico con alcuni tra i più grandi interpreti internazionali della Musica Antica. Sono stato contattato mesi fa dall’Ambasciata di Spagna a Roma che voleva celebrare con un concerto il 5° centenario del giro del mondo compiuto da Magellano e Elcano proprio a Vicenza, città natale di quell’Antonio Pigafetta che con i suoi diari ha fatto conoscere a tutto il mondo quell’incredibile impresa. Mi è sembrata subito una splendida idea e ho dato la nostra disponibilità ad ospitare il concerto e a collaborare alla sua organizzazione. All’inizio doveva essere un concerto con un solo strumentista ma poi, grazie alle numerose sinergie che l’Ambasciata ha trovato, tra cui appunto anche l’Instituto Cervantes di Milano si è arrivati a proporre un concerto veramente “ricco” con un ensemble di livello internazionale come l’Accademia del Piacere. Ciliegina sulla torta infine la possibilità di ospitare questo concerto proprio nello straordinario museo delle Gallerie d’Italia – Vicenza dove in questo periodo è allestita una mostra con protagonista il manoscritto della Relazione del primo viaggio attorno al mondo conservato nella Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, considerato il più antico testimone della versione originale redatta da Antonio Pigafetta. Quale connubio migliore dunque!

“L’Accademia del Piacere”, cosa si nasconde dietro questo titolo suggestivo?

L’Accademia del Piacere è stato fondato da Fahmi Alqhai, affermato violista da gamba spagnolo, e raggruppa strumentisti e cantanti spagnoli ma non solo. La forte personalità artistica del suo direttore e una visione vitale della musica segnano l’unicità dell’ensemble: i suoi artisti concepiscono l’esperienza musicale come qualcosa di vivo, carico di emozioni che interiorizzano e trasmettono allo spettatore, sia per la musica creata oggi o concepita secoli fa. Personalmente non ho mai avuto occasione di collaborare con loro ma sono sicuro che sarà un’esperienza molto costruttiva. Al momento non abbiamo altri progetti insieme ma sono certo e auspico che ci saranno altre occasioni. Aspettiamo tutti con grande emozione questo concerto.

Intervista a cura di Patricia Pascual Pérez-Zamora. @pato_perezamora