“Le donne che mancano” e “Dial Tone Drone”
Regione
Nell’ambito del programma ¡Qué bien que siamo donne!, dedicato alle pratiche artistiche femminili, la Accademia di Spagna a Roma presenta due installazioni che, tra marzo e maggio, condividono la sala delle cerimonie, uno spazio simbolicamente carico di significato e dominato dalla presenza di 44 ritratti maschili.
Da un lato, l’intervento di Caterina Borelli, Las mujeres borradas – Le donne che mancano, apre un dialogo sull’assenza; dall’altro, la cineasta e artista sonora Aura Satz (Barcellona, 1974) presenta l’installazione Dial Tone Drone, una conversazione telefonica tra le compositrici di musica elettronica Laurie Spiegel e Pauline Olivero. In questo contesto, entrambe le opere, sebbene attraverso i diversi linguaggi del suono e dell’immagine, si configurano come pratiche critiche di contro-narrazione che mettono in discussione una mancanza ormai insostenibile: l’assenza delle donne nella narrativa ufficiale. Se Caterina Borelli rende visibile questa assenza in modo diretto, svuotando le pareti dai ritratti maschili per restituire un volto alle poche borsiste del passato, Aura Satz mette in atto una forma di archeologia dell’ascolto, recuperando le voci delle pioniere della musica elettronica, spesso dimenticate.
Caterina Borelli
Las mujeres borradas – Le donne che mancano
Due pareti della sala delle riunioni dell’Accademia di Spagna a Roma sono ricoperte da 44 ritratti di borsisti accolti tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX secolo. Entrando nella sala, si percepisce che qualcosa non quadra, che manca qualcosa. È possibile che nemmeno una donna sia rappresentata nel pantheon delle origini dell’Accademia? Le donne cancellate – Le donne che mancano visualizza questo vuoto, è la materializzazione di questa assenza, nel tentativo di ricreare un equilibrio nella narrazione della storia dell’Accademia. Non posso, ovviamente, inventare la presenza di borsiste quando non ce ne furono; ma posso restituire il volto delle poche – cinque – che ci furono. Tra il 1873 e il 2024, 400 donne e 673 uomini hanno ricevuto borse di studio dalla RAER. Ci è voluto un intero secolo per raggiungere queste cifre quasi paritarie tra i generi, dato che la presenza femminile ha iniziato ad aumentare solo nel 1970, consolidandosi costantemente negli anni successivi e raggiungendo oggi il 47%.
Caterina Borelli è un’artista e regista il cui lavoro intreccia la scrittura e le pratiche di archiviazione, esplorando il rapporto tra persone, architettura e spazio urbano. La sua opera si colloca a cavallo tra antropologia, storia e media. Attualmente sta realizzando Motel Africa, un documentario che, attraverso la storia di un edificio, analizza come la modernità sia stata utilizzata, interpretata e percepita per penetrare nell’economia di una nazione nel periodo immediatamente successivo alla sua indipendenza. Per questo progetto ha ricevuto una borsa di studio dall’Università di Harvard presso il centro di ricerca I Tatti (2025).
Aura Satz
Dial Tone Drone
Dial Tone Drone si configura come un’installazione che intreccia voce, memoria e materia sonora, restituendo presenza a figure fondatrici della musica elettronica il cui impatto storico è stato sistematicamente attenuato o cancellato. L’apparecchio telefonico, tecnologia al tempo stesso obsoleta e intimamente relazionale, diventa qui un’interfaccia critica: sollevare la cornetta implica entrare in una dimensione di ascolto situata, in cui la conversazione tra Spiegel e Oliveros si dispiega come una riflessione sul continuum sonoro del tono di linea —segno di connessione e potenziale comunicativo— in risonanza con la pratica del drone, le note sostenute o i cluster sonori, elementi strutturali delle loro composizioni. Il montaggio realizzato da Satz, che alterna frammenti del dialogo a estratti musicali, produce un’esperienza uditiva discontinua e immersiva in grado di coinvolgere l’ascoltatore. Sollevare la cornetta significa addentrarsi in una dimensione uditiva contestualizzata, in cui la conversazione tra Spiegel e Oliveros si sviluppa come una riflessione sul continuum sonoro del tono di chiamata —segno di connessione e potenziale comunicativo— in risonanza con la pratica del drone, delle note sostenute o dei cluster sonori, elementi strutturali delle loro composizioni.
Il montaggio realizzato da Satz, che alterna frammenti di dialogo a brani musicali, crea un’esperienza uditiva discontinua e immersiva, capace di trasportare l’ascoltatore nel mondo sonoro e nel modo di ascoltare delle compositrici.
Parallelamente, all’Auditorium – Parco della Musica, dal 23 aprile al 14 giugno, la mostra Lei ricalibra / She recalibrates presenta per la prima volta a Roma una selezione dei videoritratti di Aura Satz: ritratti personali e poetici dedicati alle pioniere della musica elettronica Daphne Oram, Laurie Spiegel e Beatriz Ferreyra.
*In collaborazione con la Fondazione Musica per Roma.
Aura Satz (Barcellona, 1974) è un’artista che vive a Londra e lavora con il cinema, il suono, la performance e la scultura. Le sue opere nascono dal dialogo, che utilizza sia come metodo che come oggetto di ricerca. Satz ha realizzato diversi ritratti cinematografici dedicati alle pratiche dell’ascolto e della composizione, oltre a lavori incentrati sulle tecnologie del suono e sui sistemi di notazione non convenzionali. Preemptive Listening (2024), il suo lungometraggio documentario sulle sirene e l’ascolto in situazioni di emergenza, è stato presentato in anteprima alla Doc Fortnight del MoMA; la prima nel Regno Unito si è tenuta alla Tate Modern, mentre la prima europea si è svolta al CPH:DOX di Copenaghen, dove ha vinto il premio NEW:VISION.
L'evento è terminato.
Data
- Apr 22 2026
- Passato!
Ora
- 20:00 - 21:00
Luogo
- Real Academia de España en Roma
- Piazza di S. Pietro in Montorio, 3, 00153 Roma RM, Italia
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Sito web
https://www.accademiaspagna.org/